salute – Rosalba Franco – Nutrizionista Osimo https://www.rosalbafranco.it Medico chirurgo specialista in scienze dell'alimentazione ad indirizzo nutrizionistico Tue, 03 Jun 2025 08:41:22 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.0.22 https://www.rosalbafranco.it/wp-content/uploads/2018/12/cropped-ico-32x32.png salute – Rosalba Franco – Nutrizionista Osimo https://www.rosalbafranco.it 32 32 Anche tu soffri di reflusso gastroesofageo? scopri come comportarsi. https://www.rosalbafranco.it/reflusso-gastroesofageo-sintomi-e-rimedi2/ Wed, 22 Jan 2025 12:06:00 +0000 https://www.rosalbafranco.it/?p=52938 IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO – cause e rimedi Cos’è il reflusso gastroesofageo? Il reflusso gastroesofageo (RGE) è una condizione che interessa molte persone in tutto il mondo, caratterizzata dal ritorno del contenuto gastrico nell’esofago, che può causare una serie di sintomi fastidiosi e talvolta debilitanti. In questo articolo, esploreremo le cause principali del reflusso gastroesofageo, i…

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IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO – cause e rimedi

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo (RGE) è una condizione che interessa molte persone in tutto il mondo, caratterizzata dal ritorno del contenuto gastrico nell’esofago, che può causare una serie di sintomi fastidiosi e talvolta debilitanti. In questo articolo, esploreremo le cause principali del reflusso gastroesofageo, i suoi sintomi, le possibili complicazioni e i rimedi disponibili, sia farmacologici che naturali, con particolare focus sulle strategie di prevenzione.

Può manifestarsi occasionalmente, ma in alcuni casi può diventare cronico, condizione nota come malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), che richiede una gestione a lungo termine.

Cause del reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo può essere causato da diversi fattori, che influenzano il normale funzionamento dello sfintere esofageo inferiore e aumentano la possibilità di reflusso. Le cause principali includono:

1. Disfunzione dello sfintere esofageo inferiore (LES)

Il LES è una valvola muscolare situata tra l’esofago e lo stomaco. Quando funziona correttamente, impedisce al contenuto gastrico di risalire nell’esofago. Tuttavia, quando il LES non si chiude completamente o si rilassa involontariamente, il contenuto dello stomaco può tornare indietro, causando il reflusso. Alcuni fattori che possono indebolire il LES includono l’età avanzata, l’obesità e l’assunzione di determinati farmaci.

2. Ernia iatale

Un’ernia iatale si verifica quando una porzione dello stomaco si sposta sopra il diaframma, entrando nella cavità toracica. Questa condizione può favorire il reflusso, poiché l’ernia interferisce con il corretto funzionamento dello sfintere esofageo inferiore.

3. Obesità

L’obesità è uno dei fattori di rischio più comuni per il reflusso gastroesofageo. Il grasso addominale in eccesso aumenta la pressione all’interno dell’addome, che può spingere il contenuto gastrico verso l’alto e favorire il reflusso.

4. Gravidanza

Durante la gravidanza, i cambiamenti ormonali e l’aumento della pressione nell’addome dovuti alla crescita dell’utero possono compromettere il funzionamento del LES, causando reflusso gastroesofageo.

5. Alimentazione e abitudini alimentari

Alcuni alimenti e bevande, come cibi piccanti, grassi, cioccolato, caffeina, alcol e cibi molto acidi, possono rilassare lo sfintere esofageo inferiore e favorire il reflusso. Mangiare pasti abbondanti o sdraiarsi subito dopo aver mangiato aumenta il rischio di reflusso.

6. Fumo

Il fumo di sigaretta danneggia le mucose e indebolisce il LES, aumentando il rischio di reflusso. Inoltre, il fumo stimola la produzione di acidi gastrici, peggiorando la situazione.

7. Disturbi motori esofagei

Alcuni disturbi che influenzano la motilità dell’esofago, come l’acalasia, possono compromettere il trasporto del cibo verso lo stomaco e favorire il reflusso.

Rimedi al reflusso gastroesofageo - Santagostino Magazine

Sintomi del reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo può manifestarsi con una varietà di sintomi, alcuni dei quali possono essere simili a quelli di altre condizioni gastrointestinali. I sintomi principali includono:

–Bruciore di stomaco (pirosi)

Il sintomo più comune del reflusso è il bruciore di stomaco, una sensazione di dolore o bruciore che si manifesta dietro lo sterno e può irradiarsi verso la gola.

-Rigurgito acido

Il rigurgito acido è la risalita del contenuto gastrico in bocca, che può causare un sapore acido o amaro. Questo sintomo è particolarmente fastidioso e può compromettere la qualità della vita.

-Difficoltà a deglutire (disfagia)

Il reflusso cronico può causare una sensazione di blocco o difficoltà a deglutire il cibo.

-Tosse secca e persistente

In alcuni casi, il reflusso può irritare le vie respiratorie, causando tosse cronica e difficoltà respiratorie.

-Mal di gola e raucedine

Il contatto ripetuto con gli acidi gastrici può irritare la gola e causare raucedine o dolore alla deglutizione.

Quando il reflusso può diventare pericoloso

La maggior parte delle persone con reflusso gastroesofageo può convivere con i sintomi senza gravi conseguenze, ma in alcuni casi, il disturbo può evolversi in complicazioni pericolose. Queste includono:

  1. Esophagite erosiva: Se il reflusso acido è persistente, può danneggiare la mucosa dell’esofago, provocando infiammazioni e ulcere che possono compromettere la funzionalità dell’esofago e portare a difficoltà nel deglutire o al rischio di sanguinamenti.
  2. Sindrome di Barrett: In alcuni casi, il danno prolungato all’esofago può portare alla sindrome di Barrett, una condizione in cui le cellule dell’esofago si alterano. Questo aumenta il rischio di cancro esofageo. Sebbene raro, il rischio di sviluppare un cancro è significativamente maggiore in chi soffre di reflusso cronico non trattato.
  3. Stenosi esofagea: La cicatrizzazione causata dal reflusso acido può portare alla formazione di una stenosi (restringimento) nell’esofago, che rende difficile deglutire i cibi e può, in casi gravi, portare a soffocamento.
  4. Asma e altre complicazioni respiratorie: Il reflusso gastroesofageo può anche danneggiare le vie respiratorie, portando a condizioni come l’asma o polmonite da aspirazione, che possono essere molto pericolose, soprattutto in individui già fragili.

illustrazione grafica

Rimedi per il reflusso gastroesofageo

Esistono diverse opzioni terapeutiche per trattare il reflusso gastroesofageo, che spaziano dai cambiamenti nello stile di vita ai farmaci e, nei casi più gravi, alla chirurgia.

–Modifiche dello stile di vita

Alcuni cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono ridurre i sintomi del reflusso:

  • Perdere peso in caso di obesità.
  • Evitare pasti abbondanti e non sdraiarsi subito dopo aver mangiato.
  • Evitate cibi trigger, come cibi piccanti, grassi, cioccolato e alcol.
  • Elevare la testata del letto per prevenire il reflusso durante la notte.

–Farmaci

I farmaci per il trattamento del reflusso gastroesofageo includono:

  • Antiacidi: Utilizzati per neutralizzare l’acidità gastrica e ridurre il bruciore.
  • Inibitori della pompa protonica (PPI): Riducano la produzione di acido gastrico.
  • Antagonisti dei recettori H2: Riducano anch’essi la produzione di acido gastrico.

–Chirurgia

Nei casi gravi, in cui i farmaci non sono efficaci o le complicazioni sono significative, può essere necessario un intervento chirurgico, come la fundoplicatura, che rinforza il LES e previene il reflusso.

Rimedi naturali per il reflusso gastrico: quali sono

I rimedi della nonna

Per alleviare il reflusso gastroesofageo, i rimedi della nonna includono diverse soluzioni naturali. Un’alternativa è bere un infuso di camomilla o finocchio, che aiutano a calmare l’irritazione gastrica. Un altro rimedio utile è masticare un cucchiaino di miele puro, che ha proprietà lenitive. Anche l’zenzero, sotto forma di tè o in piccoli pezzetti, può essere efficace. Si consiglia di evitare cibi piccanti e grassi, preferendo invece alimenti come banana e riso, che proteggono lo stomaco. Inoltre, è importante evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti.

infuso digestivo ai semi di finocchio

LA DIETA: cosa mangiare e cosa no

il reflusso impone dei limiti alla nostra alimentazione giornaliera, ma sono numerosi gli alimenti che ci aiutano a contrastarlo.

Alimenti consigliati

verdure cotte come zucchine, carote, patate e spinaci, che sono facilmente digeribili e non stimolano la produzione acida; anche i cereali integrali, come riso integrale, farro e avena, sono ben tollerati e utili per regolare la digestione. Per quanto riguarda le proteine, sono preferibili le carni magre (pollo, tacchino), il pesce azzurro (tonno, pesce spada) e i latticini a basso contenuto di grassi (ricotta, stracchino). Tra i frutti, si consigliano quelli non acidi, come mele, banane e pere mature.

Alimenti sconsigliati

Tra questi rientrano i cibi fritti, grassi, gli alcolici, le bevande gassate e gli agrumi (arance, limoni, pompelmi), che possono irritare la mucosa gastrica o favorire il rilassamento dello sfintere esofageo. Il pomodoro, le spezie e le salse piccanti possono aggravare i sintomi, e lo stesso vale per la cioccolata, il tè, il caffè e la menta, contenenti xantine e metil-xantine che rilassano la muscolatura liscia.

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La Solastalgia: il disturbo da deficit di natura https://www.rosalbafranco.it/la-solastalgia-il-disturbo-da-deficit-di-natura/ Thu, 09 May 2019 09:23:09 +0000 https://www.rosalbafranco.it/?p=52524 La SOLASTALGIA è il disturbo da deficit di natura. Questo curioso fenomeno è associato all’aumento dei casi di deficit dell’attenzione, di obesità e di depressione, oltre ad altri problemi di salute fisica e mentale. Questa mancanza di natura può essere avvertita in particolare dai bambini. Sono proprio i più piccoli, infatti, che provano inconsciamente il…

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La SOLASTALGIA è il disturbo da deficit di natura.

Questo curioso fenomeno è associato all’aumento dei casi di deficit dell’attenzione, di obesità e di depressione, oltre ad altri problemi di salute fisica e mentale.

Questa mancanza di natura può essere avvertita in particolare dai bambini. Sono proprio i più piccoli, infatti, che provano inconsciamente il bisogno di maggiore contatto con l’ambiente naturale attraverso escursioni in campagna, nei boschi,  al mare o in montagna.

Questa disconnessione dal mondo, può aiutarci a migliorare i nostri livelli di concentrazione e a ridurre lo stress accumulato nella vita quotidiana o la sensazione di irritabilità. Trascorrere più tempo a contatto con la natura può aiutarci anche ad alleviare o evitare il rischio di soffrire di malattie respiratorie, causate dall’inquinamento degli ambienti urbani.

Come abbiamo accennato, anche l’obesità è connessa a questo disturbo, così come l’iperattività o la carenza di vitamina D. Tutti questi sintomi possono sfociare in patologie di relativa gravità, a causa di un contatto poco regolare con la natura.

 

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Svelato il meccanismo che può far morire “di fame” i tumori https://www.rosalbafranco.it/svelato-il-meccanismo-che-puo-far-morire-di-fame-i-tumori/ Tue, 07 May 2019 08:10:18 +0000 https://www.rosalbafranco.it/?p=52515 02-05-2019 – TGCom24 Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose. Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato il meccanismo che può far morire il cancro “di fame”. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l’assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2,…

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02-05-2019 – TGCom24

Nello studio condotto in laboratorio la crescita del tumore si blocca perché muoiono le cellule cancerose.

Un gruppo di ricercatori italiani ha individuato il meccanismo che può far morire il cancro “di fame”. Lo studio, condotto su cellule umane in vitro, dimostra che una dieta ipoglicemica e l’assunzione di metformina (un farmaco contro il diabete di tipo 2, ndr) possono uccidere le cellule tumorali attraverso un inedito meccanismo molecolare. “Presto inizierà la sperimentazione clinica sui pazienti”, ha annunciato il coordinatore della ricerca Saverio Minucci.

La ricerca sulle cellule condotta da IFOM

Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato condotto in collaborazione con il gruppo di Marco Foiani, direttore Scientifico dell’IFOM e Ordinario di Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Milano.

I ricercatori hanno dunque scoperto che una dieta che porti a un abbassamento della glicemia, associata alla somministrazione di metformina, innesca una reazione a catena che porta alla morte delle cellule tumorali: “Attraverso l’associazione di questo regime dietetico con il farmaco metformina – spiega Minucci – si attiva un circuito molecolare nuovo, che porta all’eliminazione di una proteina fondamentale per la sopravvivenza di molti tipi di tumore, la MCL1. Sulle cavie da laboratorio si è visto che tale approccio si è dimostrato efficace contro vari tumori solidi come il melanoma ed il tumore della mammella triplo negativo”.

“Si è osservato che la crescita del tumore si blocca, perché le cellule cancerose muoiono, e in alcuni casi si è arrivati alla scomparsa del tumore”. Questi risultati, secondo l’esperto, sono molto promettenti anche se la cautela è d’obbligo: “A breve – annuncia – partirà lo studio clinico su un centinaio di pazienti. Nella sperimentazione clinica dovra’ essere confermata la tollerabilità della combinazione e inoltre in via preliminare si dovrà valutare l’efficacia della combinazione di una dieta ipoglicemica e metformina per fermare la progressione del tumore in aggiunta a terapie già in uso come la chemioterapia”.

Risultati dello studio

Una conferma ulteriore di quanto gli zuccheri semplici, quelli a veloce assorbimento, siano pericolosi.

Una dieta personalizzata con la corretta percentuale di zuccheri complessi a lento rilascio è la via giusta per la salute.

 

Credits: TGCOM24

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Ictus giovanile, attenzione agli stili di vita https://www.rosalbafranco.it/ictus-giovanile-attenzione-agli-stili-di-vita/ Fri, 03 May 2019 09:27:15 +0000 https://www.rosalbafranco.it/?p=52508 29-04-2019 – La Stampa Salute Si è appena concluso il mese di aprile, dedicato a questo grave malanno, tra le prime cause di morte al mondo. Aveva solo 52 anni l’attore Luke Perry, morto per un ictus cerebrale Erroneamente si ritiene che l’ictus colpisca soltanto gli anziani, ma non è così, anche se effettivamente la…

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29-04-2019 – La Stampa Salute

Si è appena concluso il mese di aprile, dedicato a questo grave malanno, tra le prime cause di morte al mondo. Aveva solo 52 anni l’attore Luke Perry, morto per un ictus cerebrale

Erroneamente si ritiene che l’ictus colpisca soltanto gli anziani, ma non è così, anche se effettivamente la probabilità di malattia aumenta con l’aumentare dell’età, dato che l’età è uno dei fattori di rischio cardio-cerebrovascolari. Lo sono anche la pressione arteriosa, la colesterolemia, l’indice di massa corporea, il diabete e la familiarità.

«In Italia si calcola che circa 12.000 soggetti di età inferiore a 55 anni ne vengano colpiti ogni anno» dichiara Carlo Gandolfo, professore di neurologia all’Università di Genova.

«Il problema assume particolare rilevanza – aggiunge il neurologo, membro del comitato tecnico scientifico di Alice Italia Onlus, l’associazione per la lotta all’ictus cerebrale – considerando che nei soggetti “giovani” l’incidenza di ictus, cioè il numero di nuovi casi che si verificano in un anno nella popolazione, sembrerebbe tendere ad aumentare, mentre, grazie all’efficacia della prevenzione, nelle altre fasce di età più avanzata l’incidenza tende a diminuire, almeno in tutte le nazioni economicamente avanzate».

Non solo. Gandolfo spiega che «nei giovani più spesso che negli anziani l’ictus si presenta nella sua forma più grave, cioè come emorragia intra-cranica. L’ictus, cioè, è causato dalla rottura spontanea di un’arteria intra-cranica con fuoriuscita di sangue a pressione elevata. E l’ictus emorragico ha un tasso di mortalità più che doppio rispetto alle molto più frequenti forme ischemiche, dovute invece all’occlusione di un’arteria cerebrale».

È fondamentale allora «stimolare la popolazione ad abbandonare cattive abitudine che aumentano la probabilità di malattia, in particolare il fumo, l’alcol, l’assunzione di sostanze illecite, che sono notoriamente connesse con l’ictus e in particolare con le forme emorragiche».

L’ICTUS È UN’EMERGENZA MEDICA

Il Rapporto sull’Ictus in Italia (anno 2018) sollecita un’azione sistematica e persistente di informazione della popolazione in grado di veicolare messaggi chiari e fondamentali:

  • l’ictus è un’emergenza medica
  • l’ictus è una malattia frequente e grave
  • l’ictus colpisce in varie fasce di età, giovani inclusi
  • le conseguenze sono spesso drammatiche e possono durare anche tutta la vita.

Tuttavia, è fondamentale segnalare che il pericolo ictus si può scongiurare tenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio generali/individuali e che oggi l’ictus si può curare, riducendo mortalità e disabilità, se l’intervento è tempestivo e se avviene in strutture specializzate.

FATTORI DI RISCHIO

In occasione dell’ultima edizione della Giornata mondiale dell’ictus, il Dipartimento di malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità ha ricordato che i fattori di rischio e le condizioni a rischio modificabili sono l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete e il colesterolo alto, mentre fra gli stili di vita l’abuso di bevande alcoliche, l’abitudine al fumo e la sedentarietà. E che gli studi epidemiologici suggeriscono che la metà degli ictus potrebbe essere evitata attraverso l’adozione di stili di vita salutari (e la terapia farmacologica in caso di persone a elevato rischio cardiovascolare o che hanno avuto un infarto del miocardio o una sindrome coronarica acuta).

Pertanto i consigli sono

– tenere sotto controllo la pressione arteriosa, la fibrillazione atriale, gli zuccheri nel sangue (glicemia) e il peso corporeo, mantenendone i valori entro i limiti raccomandati

– adottare fin da giovanissimi stili di vita salutari: in particolare, non fumare, non abusare di alcolici, mangiare sano e svolgere regolare attività fisica.

Dire addio alle sigarette, per esempio, e abbinare questa scelta salutare ad attività fisica regolare e a un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi e pesce, e povera di cibi ricchi di grassi saturi (grassi di origine animale), colesterolo, zuccheri semplici (i dolci) e sale – in altre parole, un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea e a basso contenuto di sodio – aiuta a mantenere livelli adeguati di pressione arteriosa, colesterolemia e glicemia.

La familiarità, invece, è un fattore di rischio non modificabile che deve tenere alta l’asticella dell’attenzione inducendo i giovani con genitori che hanno avuto un ictus ad attenersi alle raccomandazioni mediche per tenere scrupolosamente sotto controllo i fattori di rischio invece modificabili.

@simona_regina

Credits: LaStampa.it

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