OBESITà INFANTILE

“I bambini vivranno una vita dieci anni più longeva della nostra grazie al panorama alimentare che gli avremo costruito intorno”
Immanuel Kant

Da tempo ormai ho concentrato parte della mia attività professionale sulla prevenzione all’obesità infantile. Secondo un recente studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità (curato dall’Imperial College di Londra, pubblicato sulla rivista The Lancet) il numero dei bambini e adolescenti obesi nel corso degli ultimi 40 anni è cresciuto di dieci volte, passando da 11 a 120 milioni. Negli ultimi due decenni ha raggiunto livelli allarmanti, visto che il numero di bambini con problemi di peso si è praticamente duplicato. Secondo l’OMS, inoltre, l’Italia è al primo posto in Europa per obesità infantile e ai primi posti nella classifica mondiale.

Obesità e sovrappeso, prima considerati problemi solo dei paesi ricchi, sono ora drammaticamente in crescita anche nei paesi a basso e medio reddito, specialmente negli insediamenti urbani, e sono ormai riconosciuti come veri e propri problemi di salute pubblica. L’obesità è stata giustamente definita dell’OMS come l’epidemia del XXI secolo e per sottolinearne l’importanza è stato coniato il neologismo “globesità”, termine che punta l’attenzione sulla sua portata mondiale: le statistiche dimostrano ormai come l’aumento eccessivo del peso corporeo sia diventata la causa di mortalità più importante, predisponendo in modo esponenziale la popolazione all’insorgenza di patologie cardiovascolari , diabete di tipo 2, ipertensione, osteartrosi ed alcune forme di cancro.
L’unica vera arma che abbiamo per salvaguardare la salute dei nostri figli e prevenire questo problema è insegnare loro una corretta educazione alimentare, stimolando semplicemente la riflessione che l’obesità è una vera emergenza sanitaria mondiale.
Credo infatti che si possa informare, educare e seguire i bambini nel loro percorso nutrizionale con l’obiettivo di migliorare o aumentare la qualità della loro vita e allo stesso tempo salvaguardare, tutelare e sostenere la loro salute attraverso una sana e corretta alimentazione.

I bambini di oggi saranno gli adulti di domani, ed è giusto che crescano e si formino attraverso un cammino nutrizionale responsabile.

Non bastano le verdure piantate nel giardino della scuola, se poi i bambini non le mangiano, non serve neppure l’attività fisica a scuola, se si limita a qualche ora a settimana e in casa poi restano incollati davanti alla TV. Servirebbero misure drastiche da parte dell’ambiente: tasse su bevande zuccherate, freno al marketing degli alimenti non sani o ricchi di grasso e sale, divieto di vendita non solo a scuola ma nelle zone limitrofe agli istituti scolastici, corsi di nutrizione a scuola. Bisognerebbe lavorare non solo sull’ambiente obesiogeno, che incoraggia a mangiare di continuo, tra allettanti offerte di cibo e porzioni giganti, ma occorrerebbe unire le forze tutti insieme, scuole, ministeri della Salute, famiglie… e soprattutto bisognerebbe stare vicino ai più piccini, per coinvolgerli ed accompagnarli nel percorso verso un’alimentazione consapevole.
Il mio lavoro con loro rappresenta un passo in tale senso, il mio personale contributo alla lotta all’obesità infantile e all’esclusione sociale, per la promozione e il raggiungimento della salute dell’individuo a partire dall’infanzia. Ciò che cerco di trasmettere ai bambini, con l’aiuto dei genitori, è che nutrirsi in maniera salutare è possibile, senza sacrifici o privazioni, anzi divertendosi e non perdendo il gusto di mangiare. Insegnare una corretta educazione alimentare significa sviluppare nei bambini la consapevolezza del raggiungimento del proprio benessere psico-fisico, e lo si può fare favorendo il più possibile una gestione autonoma del proprio peso, senza imporre modelli esterni, rispettando allo stesso tempo carattere del bambino e abitudini familiari. Dimagrire con gusto è possibile e ciò vale per gli adulti come per i più piccoli: si possono sempre trovare cibi saporiti e gustosi che ci aiutano a dimagrire, lasciandoci sazi e soddisfatti.
Non bisogna dimenticare però l’importanza della componente psicologica da tenere presente anche nei bambini. Per questo la consulenza dello psicoterapeuta mi consente di sviluppare al meglio le conoscenze e attuare i metodi di prevenzione in maniera più mirata ed efficace.